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Ho preso a 18 anni la mia prima tessera socialista, e adesso sono fuori da tutto. Ma le dimissioni le ho date dai partiti, non dalle mie idee, a cui resto attaccato tenacemente.

Lelio Basso
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venerdì 30 luglio 2010
 
 
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo (1 in linea) (1) Ospite
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Discussione: Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo
#22223
Fox (Utente)
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Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 2 Anni, 2 Mesi fa Karma: 4  
Il pensiero di Nietzsche mira alla creazione di valori liberamente scelti dall'uomo e non a un potere legato alla discriminazione razziale.


Il superuomo(Übermensch)è colui che è in grado di affermare la volontà della propria esistenza fino alla trasformazione del mondo in cui vive, dando un valore potenziale e vitale proprio alle cose terrene, secondo un agire autonomo che va oltre il bene o il male nella creazione di nuovi valori. Non più 'tu devi' ma 'io voglio'. In tal modo, egli diventa un 'oltreuomo' che si oppone a una rigida umanità contaminata dalla falsa morale , dalla massificazione relativa all'omologazione culturale o dal dominio strumentale ed oggettivo della scienza e della tecnica come quello del positivismo. Solo in questo modo, il superuomo diviene il solo dominatore della vita e salvatore del mondo come artefice di una nuova umanità capace di superare il grigio e suicida nichilismo dei mediocri, attraverso un rinnovamento culturale in grado di evitare la stagnazione o l'estinzione della specie umana a causa della 'morte di Dio' e dell'annientamento di tutti i valori. Di conseguenza, il superamento del nichilismo avviene attraverso la volontaria accettazione dionisiaca di un mondo senza nè Dio e nè moralismo che diventa sensato solo se viene amato fino in fondo proprio con l'amor fati. Tutto questo richiede un notevole sforzo di volontà che solo la volontà di potenza(wille zur macht) può dare.Tale volontà non è volontà di dominio ma libera espressione della propria natura umana che finalmente diviene capace di esprimersi in modo vitale e creativo perchè mira a farti diventare ciò che sei ed a esprimere ciò che senti, all'interno di una dimensione amorale della vita. La volontà di potenza ripudia la morale oggettiva del mondo perché,al contrario, trova il mondo nei propri valori .Quando il superuomo realizza la propria volontà di potenza, può finalmente cantare: - E' in questa fertile terra che voglio coltivare i miei fiori! - Ai mediocri non rimane altro da fare che godere della bellezza di questo giardino e dei suoi frutti. Senza il superuomo tutto sarebbe rimasto arido,terribilmente desertico e buio.
Il superuomo si eleva dai mediocri non per umiliarli e nemmeno per dominarli ma solo per poter imporre la propria personalità e la propria volontà come un artista in grado di dare l'esempio di una vita fondata nei volori terreni liberamente vissuti . I mediocri sono solo sub-uomini,uomini-bestia quasi delle "scimmie" e non potranno mai liberarsi dalla morale del gregge: fa parte della loro stessa indole quello di essere incapaci di creare o di pensare in modo autonomo e originale. Il loro destino è scolpito da quella mediocrità mentale legata proprio alla loro tipica inquità. Questi inetti individui meno dotati hanno trovato riparo nel cristianesimo (che diviene la 'morale degli schiavi' ) e nel socialismo per nascondersi e per indebolire il cammino trionfatore degli eletti fino ad annientare la volontà di potenza. "La maggioranza degli uomini non ha diritto all'esistenza, ma costituisce una disgrazia per gli uomini superiori." In questo senso, Nietzsche diventa profondamente contrario alla tradizione giudaico-cristiana che ha giustificato i deboli a discapito dei forti e finisce per sfiorare il nazismo ma ripeto: solo sfiorare e non raggiungere perché il filosofo tedesco si oppone radicalmente al razzismo,all'antisemitismo,al nazionalismo e al militarismo prussiano oltre che alla cruda violenza. Per questo e sicuramente per altri motivi, Nietzsche non è nazista.

Ciao
 
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#22224
pia (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 2 Anni, 2 Mesi fa Karma: 8  
ho studiato Nietzsche tanti anni fa e ricordo poco ..La teoria del superuomo francamente da ragazza non mi era piaciuta molto ed annche io forse superficialmente l'ho sempre confuso con una teoria ,ma spiegatemi se sbaglio , vicina alle teorie di Hitler ..
leggendo quello che sopra è tato scritto da Fox sento che qualcosa del superuomo mi da fa stidio pensare che senza un superuomo(e una superdonna l'avrebbe tollerata Niettsche) saremo tutti un gregge di pecore mi deprime ..
io che non ho il culto del leader anche del leader massimo ,del caèpo del condottierio , sono tutte figure che ho sempre evitato nella mia esperienza politica e culturale.
il giardino sono anche io capace di curatrlo e nello stesso tempo di goderne della bellezza insieme ad altri che insieme a me lo coltivano ..
io sono per relazioni tra simili donne e uomibni dove certo ci sono diversi ruoli da coprire ma magari uno o una fa l'organizzatore o il ledear ma certo sono per il lavoro di squadra anche in politica ..
 
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#22234
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 2 Anni, 2 Mesi fa Karma: 37  
"L'uomo è una corda tesa tra la scimmia e il superuomo". (F. Nietzsche).
In sintesi, per me il superuomo (per come lo spiego a scuola) è l'evoluzione dell'umanità, la NEGAZIONE di qualunque razzismo, violenza, discriminazione. "Il superuomo è il BAMBINO", scrive Nieztsche, colui che dopo aver sopportato secoli e millenni di morale (cammello) ed essersi ribellato a questa schiavitù (leone) ha recuperato appunto "l'innocenza della vita e del divenire", la sua spontaneità, la gioia di vivere, lo spirito dionisiaco, l'essere se stessi, il godersi il presente e la "terra" senza "nascondere la testa nella sabbia delle cose ultraterrene".
Nietzsche è contro l'eguaglianza perché ci vede l'appiattimento e la spersonalizzazione, vuole che ognuno sia libero di essere se stesso e QUINDI diverso dall'altro, ovvero superuomo, elevandosi dal gregge. Quindi certamente parla di GREGGE, ma dice che OGNUNO può diventare superuomo.
Ma come può essere preso per nazista uno che tuona contro la guerra, contro l'imperialismo, contro la discriminazione degli ebrei, contro la società capitalistica basata sul denaro, e soprattutto uno che considerava il Grande Popolo Tedesco di hitleriana memoria, un "popolo di merda"????!!!!!
Aver scambiato il superuomo per un Superman, anziché per un "oltreuomo" che rappresenta l'evoluzione intellettuale e morale della specie, è stata un'altra assurdità interpretativa.
Secondo me, a parte certe discutibili frasi ed espressioni anti-gregge e anti-popolari, Nietzsche continua e porta all'apice quella liberazione individuale di cui parlava Marx, estendendola ai campi della morale e della psicologia. Freud e altri hanno solo copiato da Nietzsche, censurandolo qua e là. E Nietzsche, bisogna dire anche questo, ha copiato di sana pianta dall'anarchico STIRNER, però essendo bravo a rivestire le sue idee con una forma espressiva veramente artistica e geniale.
 
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#22250
Fox (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 2 Anni, 2 Mesi fa Karma: 4  
Giancarlo ha scritto:

QUOTE:
" E Nietzsche, bisogna dire anche questo, ha copiato di sana pianta dall'anarchico STIRNER, però essendo bravo a rivestire le sue idee con una forma espressiva veramente artistica e geniale.


Possiamo vedere Nietzsche come un perfetto o cretivo quanto geniale miscuglio di Emerson, Schopenhauer e Stirner?
ciao
 
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#22251
pia (Utente)
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Sesso: Femmina sole622@hotmail.com Compleanno: 2009-04-15
Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 2 Anni, 2 Mesi fa Karma: 8  
grazie Giancarlo mi hai chiarito un po' le mie poche conoscenze su Nietsche ,erano reminiscenze liceali ..forse chi me lo ha spiegato tanti anni fa non l'aveva studiato bene anche lui ..
ho bisogno di un po' di lezioni su diversi filosofi perche' ho proprio un vuoto culturale da colmare prima o poi ...

ritornando a Nietzsche certo da quello che leggo sopra sicuramente non poteva aver niente a che fare con Hitler e il nazismo concordo in pieno...

e tra l'altro l'eguaglianza vista come gregge è orribile ci vorrebbe ora Nietzsche per combattere la cultura dilagante dove chi detta cultura e moda sta dietro ad uno schermo televisivo e cerca di inculcare una cultura razzista ed xenofaba da una parte e d'altra convince le nuove generazioni ad una cultura dell'apparire invece che a quella dell'essere .Una cukltura mediatica in cui uno vale se è magro bello palestrato o se ragazza bella e cretina ...
e sopratutto non si pone attenzione su valori importanti derivanti tra l'integrazione fra diversi sia per razze etnia e culture o anche generi ..
l'integrazione tra diverse cuklture accresce il valore di ogni individuo senza abbassarlo a gregge ma evidenziando anche le carattteristiche personali di ognuno ..
questo deve essere alla base di una cultura antifascista una cultura radical socialista
 
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Ultima Modifica: 2008/05/29 10:36 Da pia.
 
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#29291
Stirner (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 9 Mesi fa Karma: -1  
Ma come si fa a scrivere simili fesserie?

"L'uomo è una corda tesa tra la scimmia e il superuomo". (F. Nietzsche).
In sintesi, per me il superuomo (per come lo spiego a scuola) è l'evoluzione dell'umanità, la NEGAZIONE di qualunque razzismo, violenza, discriminazione. "Il superuomo è il BAMBINO", scrive Nieztsche, colui che dopo aver sopportato secoli e millenni di morale (cammello) ed essersi ribellato a questa schiavitù (leone) ha recuperato appunto "l'innocenza della vita e del divenire", la sua spontaneità, la gioia di vivere, lo spirito dionisiaco, l'essere se stessi, il godersi il presente e la "terra" senza "nascondere la testa nella sabbia delle cose ultraterrene".
Nietzsche è contro l'eguaglianza perché ci vede l'appiattimento e la spersonalizzazione, vuole che ognuno sia libero di essere se stesso e QUINDI diverso dall'altro, ovvero superuomo, elevandosi dal gregge. Quindi certamente parla di GREGGE, ma dice che OGNUNO può diventare superuomo.
Ma come può essere preso per nazista uno che tuona contro la guerra, contro l'imperialismo, contro la discriminazione degli ebrei, contro la società capitalistica basata sul denaro, e soprattutto uno che considerava il Grande Popolo Tedesco di hitleriana memoria, un "popolo di merda"????!!!!!
Aver scambiato il superuomo per un Superman, anziché per un "oltreuomo" che rappresenta l'evoluzione intellettuale e morale della specie, è stata un'altra assurdità interpretativa.
Secondo me, a parte certe discutibili frasi ed espressioni anti-gregge e anti-popolari, Nietzsche continua e porta all'apice quella liberazione individuale di cui parlava Marx, estendendola ai campi della morale e della psicologia. Freud e altri hanno solo copiato da Nietzsche, censurandolo qua e là. E Nietzsche, bisogna dire anche questo, ha copiato di sana pianta dall'anarchico STIRNER, però essendo bravo a rivestire le sue idee con una forma espressiva veramente artistica e geniale.

Mi vedo costretto a distruggere tutte queste MENZOGNE su Nietzsche. Ma con che CORAGGIO insegni a scuola certe cose?

Il Superuomo negazione del razzismo e della violenza? Io credo che il Superuomo sia l'apogeo del razzismo e della violenza, dove lo sfruttamento delle masse s'identifica con la schaivitù. Ma l'hai letto l'anticristo? Il Crepuscolo? "Annientamento di milioni di malriusciti!!!!"

Ognuno può diventare superuomo? Muahahahahah


Tuona contro la guerra???????
Contro l'antisemitismo? "Gli ebrei sono il popolo più fatale della storia del mondo". Per N ebraismo e cristianesimo si equivalgono.
Liberazione individuale come quella teorizzata da Marx? Giuro..non ho mai sentito nulla di così assurdo.

Hai un idea distorta del filosofo. Rappresenti il Superuomo come un essere senza morale, spensierato....ognuno può diventare superuomo...e dove sta scritto????????????????????????????


Sai che ti dico? La prassi eugenetica T4 sarebbe stata per Nietzsche ancora troppo cristiana.
Inoltre un comunista o un socialista(essere sub-umano e CRISTIANO) dovrebbero odiare Nietzsche. Nietzsche è l'antitesti di ogni democrazia, liberalismo, comunismo e di tutti i diritti umani.

Eppure è tutto scritto nei suoi libri.
 
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#29297
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 9 Mesi fa Karma: 37  
"Non esistono FATTI, ma solo INTERPRETAZIONI". (Friedrich Nietzsche)
Interpretazione è la tua; interpretazione è la mia. Spero che tu sia liberale abbastanza da rifiutare un'interpretazione unica. Del resto buona parte della Scuola di Francoforte (marxista) ha tentato di unire Marx e Nietsche: ergo mi sento in ottima compagnia!
Detto questo, in Nietzsche c'è anche qualcosa di profondamente inaccettabile, ma non c'è mica un obbligo filologico di accettare anche la "Volontà di potenza", edito dalla sorella protonazista, o le opere che più hanno risentito della follia dell'ultimo Nietzsche.
Quindi io rispetto la tue visione, ma tu sei invitato a rispettare la mia: altrimenti l'antidemocratico saresti tu, oltre al filosofo tedesco!
Un'ultima annotazione: se ti firmi Stirner, le cui idee sono state platealmente saccheggiate da Nietzsche come ho dimostrato altrove citando frasi pressoché identiche, il Nietzsche più nichilista non dovrebbe esserti così antipatico. Poi, de gustibus.
A proposito: benvenuto "costruttivamente" fra noi.
 
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#29300
Zapatero (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 9 Mesi fa Karma: 2  
QUOTE:
Ma come si fa a scrivere simili fesserie?

Uno che entra in un forum con così tanta grazia e rispetto delle opinioni altrui, fa rimpiangere anche il NICCE più truculento...
 
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#29307
Fox (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 9 Mesi fa Karma: 4  
Stirner ha scritto:
QUOTE:
Mi vedo costretto a distruggere tutte queste MENZOGNE su Nietzsche. Ma con che CORAGGIO insegni a scuola certe cose?

Quando ho letto questa frase ho perso la voglia di rispondere perchè qui c'è cattivo gusto e si entra nella sfera personale che è totalmente estranea a un vera dialettica...
Comunque voglio seguire la grandezza psicologica di giancarlo che si è comportato da vero Signore dandogli il benvenuto e quindi dico :"Caro Stirner, sono contento che sei tra noi"
 
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Ultima Modifica: 2008/10/30 21:14 Da Fox.
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#29314
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 9 Mesi fa Karma: 37  
Grazie Fox...
Non hai tutti i torti, ma... diamogli un'altra possibilità, forse è un tipo irruento...

Tra l'altro il tono di "Stirner" mi ha fatto venire in mente un forsennato attacco dei "marxisti-leninisti" contro la "riabilitazione di Nietzsche" (che peraltro non è cosa nuova visto che risale al Sessantotto e anche prima), e sono riuscito a ritrovare l'articolo in questione:

PMLI:
«Ci risiamo. Evidentemente non si trattava di un momentaneo smarrimento della ragione dovuto al caldo ferragostano, ma di una delle più paradossali conseguenze dell'irreversibile deriva di destra del vertice neorevisionista e trotzkista del PRC. Parliamo dell'esaltazione del filosofo ispiratore del nazismo, Friedrich Nietzsche, che "Liberazione'' fece in occasione del centenario della sua morte avvenuta a Weimar il 25 agosto 1900, dedicandogli un'intera pagina dell'edizione del 24 agosto 2000 che anticipava di un giorno gli stessi quotidiani borghesi (...). A distanza di due anni il quotidiano trotzkista si ripete (...) Anche stavolta "Liberazione'', nell'edizione del 30 maggio scorso, dedica un'intera pagina all'esaltazione del pensiero del filosofo tedesco, attraverso l'entusiastica recensione (...) fatta dalla trotzkista luxemburghiana Rina Gagliardi: “Si può considerare il pensatore tedesco come un critico implacabile delle grandi costruzioni della cultura cristiana e liberale e di quell'ottimismo “assoluto” che tanto informa di sé il capitalismo”. E' la stessa tesi che Anubi D'Avossa Lussurgiu sosteneva su "Liberazione'' due anni fa, quando affermava che "grande è il peso dell'uso nazional-socialista delle `provocazioni' filosofiche nietzschiane; ma grande è stato il loro influsso sulle fondazioni intellettuali dell'ultimo `assalto al cielo' rivoluzionario, quello partito dal '68''.

(...) Stando ai trotzkisti lo sfruttamento che il nazismo fece delle idee del filosofo tedesco sarebbe stato improprio e arbitrario, mentre invece egli fu piuttosto un pensatore che avrebbe precorso i tempi preconizzando la "crisi dell'Occidente'' capitalistico fondato sui valori liberali e la morale cristiana. Da qui l'assurdo tentativo di strapparlo all'esclusivo uso e consumo della destra per rivalutarlo e attualizzarlo a pensatore "universale'', capace di parlare e insegnare anche alla sinistra, e ai giovani di sinistra in particolare. Ma può avere un senso, ed è credibile un'operazione del genere? E' vero che il pensiero di Nietzsche rifletteva il disfacimento del sistema di valori della borghesia della seconda metà dell'800, sotto la spinta delle contraddizioni di classe e dello sviluppo tumultuoso del capitalismo che mettevano a nudo l'ipocrisia della morale cristiana e liberale. Ma al contrario di Marx ed Engels egli ne predicava l'uscita attraverso l'accentuazione e l'esaltazione proprio di quei caratteri che stanno alla base della società classista: l'individualismo (...)
Dunque, che c'entra Nietzsche con l'ideologia, la storia, la cultura e le tradizioni del movimento operaio e della sinistra? Non ci potrebbe essere pensiero più agli antipodi dell'ideologia del proletariato. Egli appartiene di natura, storicamente e di fatto alla destra della borghesia, ed è bene che rimanga tale. Il fatto che i falsi comunisti e trotzkisti alla Bertinotti, Gagliardi e Cacciari cerchino di contrabbandarlo nella sinistra è solo la dimostrazione del loro marcio eclettismo e opportunismo e trasversalismo senza scrupoli, della loro inguaribile natura borghese e della loro irreversibile deriva di destra, inquantoché hanno talmente preso ormai le distanze dal socialismo e accettato il sistema capitalistico dall'accettare anche i suoi referenti ideologici.
Essi si comportano come i riformisti socialdemocratici alla Turati e Nenni e gli opportunisti alla Bordiga e Gramsci (...). Così oggi i loro eredi neorevisionisti e trotzkisti finiscono per flirtare con i fascisti invece di denunciare il regime neofascista di tipo mussoliniano instaurato dal neoduce Berlusconi e incitare il proletariato e le masse popolari ad abbatterlo.


Come vedi, Sandro, siamo in discreta compagnia... Quindi perché prendercela?
 
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Ultima Modifica: 2008/10/30 22:09 Da Giancarlo.
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#29315
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 9 Mesi fa Karma: 37  
Anzi, a mo' di omaggio alla new entry ecco un mix stirneriano...
L'UNICO:
MAX STIRNER

«L’UNICO E LA SUA PROPRIETA’»


Millenni di civiltà vi hanno nascosto ciò che voi siete, vi hanno reso torturatori di voi stessi. La religione e la morale hanno reso prigioniero il nostro spirito, al punto che ora noi ci spaventiamo di fronte a noi stessi, nella nostra nudità e naturalezza.
Hanno mai i filosofi pensato una cosa diversa dall’ideale, hanno riflettuto su qualcosa d’altro che non fosse l’io assoluto? Nostalgia e speranza dappertutto, e nient’altro che questo. Ma il godimento della vita deve trionfare sulla nostalgia della vita e sulla speranza della vita.
La fede morale è fanatica quanto quella religiosa. La coscienza è il grande carcere nel quale la religione ha rinchiuso lo spirito umano. Se qualcuno ha dei pensieri illeciti, deve dirlo al suo confessore e lasciarsi mortificare da lui finché la frusta non abbia reso insopportabili quei liberi pensieri. Colui al quale sono stati impressi i principi della morale, non diverrà mai libero dai pensieri morali. I suoi pensieri gli vengono “dall’alto” ed egli non se ne allontana. Nessuna “libertà di pensiero” lo proteggerà dalle sue idee fisse. Il pensiero è diventato libero ed ha dato origine ad una serie di verità, alle quali io devo ubbidire. Se i pensieri sono liberi, io sono il loro schiavo, non ho quindi alcuna forza su di loro e ne sono dominato.
La terra è piena di pazzi che si credono peccatori, ma il loro peccato è immaginario. E finora l’amore cristiano per l’uomo ha trovato soltanto uomini indegni d’amore: i “peccatori”, gli “egoisti”. Essi provengono proprio dall’amore per l’uomo.
La vera famiglia è diventata indifferente, e una famiglia ideale deve sorgere da essa, una famiglia sacra, benedetta da Dio.
Siate come i bambini, esorta la Bibbia. Ma i bambini non hanno alcun interesse “santo” e non sanno nulla di una “causa santa”. Piuttosto essi sanno molto bene ciò che vogliono e impegnano tutte le loro forze per ottenerlo.
Hegel ha dimostrato che la stessa filosofia può essere religiosa, e per Feuerbach “homo homini Deus est”: non si ottiene in questo modo nuovamente un prete?
Ciò che vale per la religiosità e per la moralità necessariamente riguarderà anche l’umanità. L’uomo è l’essere supremo del liberale; l’umanità è la sua ragione di vita e il suo catechismo.
L’uomo non è una persona, ma un ideale, un fantasma. Se Dio ci ha tormentati, l’Uomo è capace di opprimerci ancora più pesantemente.
La storia, com’è stata finora, è la storia dell’uomo spirituale, dell’uomo che vuole essere e diventare qualcosa. Egli è, rispetto a me stesso, qualcosa di futuro, un al di là. Solo lo spirito esiste! Questo è il principio della filosofia moderna, il principio genuinamente cristiano. La dimensione religiosa sorge là dove si prova fastidio per l’uomo attuale, cioè nel contrapporre una “perfezione” da raggiungere, nell’imporre l’ideale, un assoluto. Ma il “vero uomo” non si trova nel futuro, non è un oggetto del desiderio, ma è esistente ed appartiene al presente. Come questa rosa è fin dal principio una vera rosa, io sono per natura “vero uomo”, fin dal mio primo vagito.
Insomma, c’è una forte differenza se io faccio di me stesso il punto di partenza o la meta finale. Come meta finale io non possiedo me stesso, sono ancora estraneo a me stesso, sono la mia essenza, la mia “vera essenza” e questa “vera essenza” a me estranea si prenderà gioco di me presentandosi come fantasma dai mille nomi. Quando cerchi la “verità”, il tuo cuore anela a un padrone.
Il cerchio magico del cristianesimo sarebbe infranto se il contrasto tra l’esistere e il tendere, cioè tra il mio io così com’è ed il mio io come dovrebbe essere, venisse a cessare.
Il pensiero domina il mondo ossesso, e a questa orribile pensabilità sono state immolate innumerevoli vittime.
L’uomo cristiano è colui che crede nel pensiero, colui che crede nel dominio delle idee e che vuole far dominare le idee, i cosiddetti “princìpi”. Può fare riforme e rivoluzioni all’infinito, può distruggere i concetti che dominano da secoli: ma tenderà sempre ad un nuovo “principio”, ad un nuovo padrone; finirà sempre col proporre una verità “più profonda” e superiore, istituirà sempre un nuovo culto, proclamerà uno spirito chiamato a dominare, fisserà una legge per tutti.
Tutto dev’essere assolutamente razionale. Dio combatte il diavolo, il filosofo ciò che è irrazionale e casuale. La ragione, che è Dio, deve essere sviluppata e realizzata nel mondo intero. Le sue cure paterne ci tolgono ogni autonomia. La ragione è un libro pieno di leggi che sono date tutte contro l’egoismo. Così sono senz’altro libero dall’impulso irragionevole dei miei istinti, ma devo prestare ubbidienza alla signora ragione: da un padrone all’altro! Ma se io non sono “carne”, non sono neppure “spirito”. E lo spirito può assumere le forme più svariate: può chiamarsi Dio, stato, famiglia, ragione o anche libertà, umanità, uomo.
Non è l’idea della libertà che si sviluppa, ma gli uomini che si evolvono, e sviluppano naturalmente in questo loro autosviluppo anche il loro pensiero.
La libertà politica non è la mia libertà: essa significa che la polis, lo stato è libero, non che il singolo è libero dallo stato. L’uomo libero è il servo onesto dello stato. Le mie idee devono essere le sue, altrimenti mi tappa la bocca. Nello stato borghese c’è solo “gente libera” che viene costretta a mille cose. Ogni stato è un dispotismo. Nulla è per lo stato più temibile del valore di me stesso, e nulla deve evitare con più cura di ogni occasione che mi dia modo di valorizzare me stesso. Come cambiare? Solo così: non riconoscendo nessun dovere, cioè non legandomi né lasciandomi legare. E se io non ho alcun dovere, non conosco alcuna legge. Io sono il nemico mortale dello stato, che non può sfuggire al dilemma: o lui o io. La mia volontà è la rovina dello stato.
Tutti credono che l’uomo debba essere libero e perciò tutti sono liberali. Ma il liberalismo ha un nemico mortale: accanto all’uomo c’è il non-uomo, il singolo, l’egoista. Stato, società, umanità non riescono a far fronte a questo diavolo. Perciò nel liberalismo continua l’antico disprezzo cristiano dell’io, dell’individuo in carne ed ossa.
Lo stato si comporta da dominatore al pari della chiesa. Questa si basa sulla devozione, quello sulla moralità. Sia nella religione che nella politica l’uomo si trova sempre secondo il punto di vista del dovere. Io non sono libero in nessuno stato. Lo stato ha sempre e solo il fine di limitare il singolo, di vincolarlo, di subordinarlo, di sottometterlo a qualcosa di universale. Al singolo è solo permesso di partecipare alla costruzione del regno di Dio, oppure, secondo la concezione moderna dello stesso concetto, allo sviluppo e alla storia dell’umanità; e solo a seconda della sua partecipazione gli si riconosce un valore cristiano o, in termini moderni, un valore umano; per il resto è polvere o fango.
Solo chi rinnega se stesso è accettato dal popolo. La libertà del popolo non è la mia libertà. Il “bene comune” non è il mio bene. Quanto più un popolo è libero, tanto più asservito è il singolo. Un popolo opprime tutti coloro che si elevano al di sopra della “sua maestà”. La nazionalità è una mia proprietà, la nazione è la mia padrona e signora. Il tramonto dei popoli e dell’umanità sarà la mia ascesa.
Sotto il dominio dello stato non è possibile alcuna mia proprietà, ma solo una concessione, un “feudo”. La mia proprietà privata è solo quel tanto che lo stato mi concede della sua proprietà, privandone con ciò altri cittadini: è sempre proprietà dello stato. Ciò che in forma teoretica e di principio fu prospettato come uguaglianza di tutti ha trovato nella concorrenza la sua realizzazione pratica: infatti l’egalité è la libera concorrenza. Ma la concorrenza in realtà non è libera, perché mi manca la cosa essenziale per concorrere, il denaro! La maggior parte degli uomini è senza mezzi e perciò senza beni.
Contro la concorrenza si solleva il principio della società degli straccioni, la divisione. Ma il singolo non sopporta di essere considerato solo una parte della società, perché è qualcosa di più; la sua unicità si oppone a questa concezione restrittiva. Il comunismo, distruggendo ogni proprietà personale, mi riporta ancor più alla dipendenza da un altro, da qualcosa di generale o collettivo. Il comunismo si ribella giustamente contro l’oppressione che io subisco dal singolo proprietario, ma ancora più terribile è la forza che esso assegna alla comunità. L’egoismo propone un’altra via: prenditi ciò di cui hai bisogno! Solo io decido ciò che voglio avere.
Laboro, ergo sum. Il lavoro dovrebbe gratificare l’operaio come uomo, invece gratifica solo la società. Chi deve sprecare la sua vita per poter vivere, non la può godere. Ma la plebe finirà di essere plebe quando prenderà. Ciò che la rende plebe è la vergogna di prendere e il timore della punizione, è solo il fatto che sia un peccato o un delitto. Dunque la proprietà non deve, e non può, essere abolita; si deve invece strapparla dalle mani dei fantasmi e farla diventare mia proprietà.
La comunanza intesa come “meta” della storia è impossibile. Non dobbiamo tendere alla comunanza, ma all’unilateralità. Il presupposto che gli altri siano uguali a noi è fondato sull’ipocrisia: nessuno è uguale a me!
L’ “umanismo” è solo l’ultima metamorfosi della religione cristiana. Il liberalismo vuole realizzare “l’uomo”, cioè creargli un mondo che sarà il mondo “umano” o la società umana universale (comunista). Di nuovo il soggetto è subordinato al predicato, il singolo all’universale; ancora una volta si è assicurato il dominio dell’idea.
In accordo con la morale, lo stato considera empia e criminale ogni radicale rottura, ogni lacerazione dei vincoli più venerabili. Ma i crimini sorgono dalle idee fisse, come il diritto. Riportalo alle sue origini, in te stesso, e allora sarà il tuo diritto, e giusto sarà ciò che per te è giusto. Proprietario e creatore del mio diritto, non riconosco altra fonte del diritto che me stesso, né Dio, né lo stato, né la natura, né l’uomo stesso con i suoi eterni “diritti umani”, cioè né diritto divino né diritto umano. Se noi vogliamo liberare il mondo da qualche schiavitù, non lo vogliamo per amor suo, ma nostro. Vogliamo in effetti solo conquistarcelo, renderlo nostro.
“Nulla è perfetto in questo mondo”: con questa amara sentenza i “buoni” si separano dal mondo e si rifugiano nella loro stanzetta vicina a Dio o nella loro superba “autocoscienza”. Noi invece restiamo in questo mondo “imperfetto” perché, anche se tale, lo possiamo sfruttare per il nostro autogodimento.
Non ho nulla da obiettare alla libertà, ma io ti auguro qualcosa di più che la libertà; tu non dovresti solo essere libero, cioè privo, tu dovresti anche avere ciò che vuoi, non dovresti essere solo un libero ma anche un proprietario. Io divento proprietario e mi accordo con gli altri sulla mia proprietà. Le associazioni moltiplicheranno a questo punto i mezzi del singolo e ne assicureranno la proprietà contestata.
Se la libertà è voluta per amore dell’io, perché non scegliere l’io stesso come principio, mezzo e fine? La libertà stimola la vostra rabbia contro tutto ciò che voi non siete; l’egoismo vi chiama alla gioia di voi stessi, al godimento di voi stessi. Non cercate la libertà ma cercate voi stessi, diventate egoisti! Perché non avete il coraggio di fare di voi stessi veramente e autenticamente il principio e la cosa più importanti?

§

Io devo ribellarmi, per innalzarmi. Dove il mondo mi ostacola nel mio procedere – e questo succede in ogni istante del mio cammino – io lo divoro per mettere a tacere la fame del mio egoismo. Tu per me non sei altro che il mio cibo, così come anch’io vengo divorato e utilizzato da te.
Dato che il mio fine non è il rovesciamento di ciò che esiste, ma il mio innalzarmi al di sopra di esso, le mie intenzioni e la mia azione non sono politiche o sociali, ma essendo unicamente rivolte al mio essere me stesso e alla mia proprietà [Eigenheit], sono egoistiche.
Creare delle istituzioni, comanda la rivoluzione; sollevarsi, innalzarsi, esige la rivolta.
Io sono il nocciolo che deve essere liberato da tutto ciò che lo avvolge, da tutti i gusci che lo opprimono. Io non sono né Dio, né l’uomo, né la mia essenza!
Io, questo nulla, farò sorgere da me stesso le mie creazioni. Il mio compito non è realizzare l’universale umano, ma realizzare me stesso.
Al futuro sono riservate le parole: io sono proprietario del mondo delle cose, io sono proprietario del mondo dello spirito. L’egoista non vuole saperne di questa frattura tra materia e spirito e coltiva i suoi interessi spirituali e materiali solo a proprio piacere.
Che l’uomo sia se stesso, anzi che egli si ponga come unico fine proprio questo essere se stesso!
Io voglio essere e avere tutto ciò che io posso essere e avere. Per l’egoista ogni cosa sarà solo un mezzo, del quale il fine ultimo è lui stesso. Ogni diritto io lo traggo da me; io sono autorizzato a tutto ciò di cui sono capace. Se una cosa per me va bene, allora è giusta.
I miei rapporti con il mondo a cosa mirano? Io lo voglio godere, perciò esso deve essere mia proprietà: per questo lo voglio conquistare. Io per il mondo non faccio più nulla per “amor di Dio”, più nulla per “amore dell’uomo”, ma ciò che io faccio, lo faccio solo per “amor mio”.
Tutto è mio, perciò mi riprendo ciò che mi si vuole sottrarre, prima di tutto però riprendo il mio essere me stesso.
Vogliamo solo valere secondo il nostro valore e, se voi ne avrete più di noi, varrete anche più di noi.
Ognuno è un egoista e pone se stesso sopra ogni cosa. Io sarò nemico di ogni potere superiore.
Per che cosa l’individuo deve guadagnare tempo? Per godere di se stesso come unico, dopo aver compiuto la sua opera come “uomo”.
Sopra la porta del nostro tempo non c’è il detto apollineo “Conosci te stesso”, ma “Valorizza te stesso”! Un abisso profondo separa tra loro queste due concezioni: nell’antica io ricerco me stesso, nella nuova io parto da me stesso; in quella aspiro a me stesso, in questa io possiedo me stesso, e godo di me stesso secondo il mio piacere.
Io amo gli uomini; ma amo con la coscienza dell’egoismo; io li amo perché l’amore mi rende felice, io amo perché l’amore è naturale per me, perché mi piace; ma non conosco alcun “comandamento dell’amore”. L’amore non è un comandamento, bensì, come ogni altro mio sentimento, mia proprietà. E l’amore è mio solo se consiste in un sentimento egoistico e interessato.
Io ho simpatia per ogni essere che sente. Potremmo volere il benessere degli altri perché ci piace essere circondati da visi allegri.
Io accetto riconoscente ciò che secoli di cultura hanno conquistato a mio vantaggio; non voglio gettar via o rinunciare a nulla di tutto ciò: io non ho vissuto invano. L’esperienza che io ho per il potere sulla mia natura, e che non ho bisogno di essere schiavo dei miei istinti, non deve andare perduta.
Le cose si guardano nel modo giusto quando di loro si fa ciò che si vuole. Perciò non sono gli oggetti e il modo di vederli la cosa prima, ma io stesso, la mia volontà. E tutte le idee sono mie creature. Se esse vogliono separarsi da me ed essere qualcosa di assoluto, oppure addirittura imporsi a me, io non ho altro da fare che ricondurle nel loro nulla, cioè in me, che sono il creatore. Sciamani e filosofi lottano con fantasmi, demoni, idoli, spiriti. Si pone la creatura al di sopra del creatore. Io devo piegare me stesso sotto l’assoluto. Il “pensiero assoluto” è quel pensiero che dimentica che è mio pensiero, che sono io a pensare, e che esso esiste solo grazie a me. Un’idea mi è propria quando non ho scrupoli di metterla in ogni momento in pericolo di morte, quando non temo la sua perdita come fosse una perdita per me, una perdita di me stesso. Mia propria è un’idea quando posso soggiogarla, ma mai esserne soggiogato, mai esserne infatuato, mai fare di me stesso uno strumento per la sua realizzazione.
Non esiste alcuna verità, né il diritto, né la libertà, né l’umanità, ecc., che abbia esistenza autonoma, indipendente da me e alla quale io sottometta me stesso. Sono parole, nient’altro che parole. Anch’io forse rifiuto i pensieri che avevo solo un attimo fa.
Non è l’uomo la misura di tutte le cose, ma l’io. Considerati più potente di quanto ti stimino gli altri, così avrai più forza; considerati di più e avrai di più!
Per l’egoista solo la sua storia ha un certo valore, perchè egli vuole sviluppare solo se stesso. Io sono l’unico e faccio di ogni cosa una mia proprietà. Io non mi sviluppo come “uomo” e non sviluppo “l’uomo”, ma, come io, io sviluppo l’essere me stesso. Questo è il senso dell’unico.
Nell’unico il proprietario ritorna al suo nulla creatore, dal quale è nato. Ogni essere sopra di me, sia Dio, sia l’uomo, indebolisce il senso della mia unicità e impallidisce al sole di questa coscienza. Se io pongo la mia causa su me stesso, l’unico, essa poggia sul passeggero e mortale creatore di sé, il quale consuma se stesso, e io posso dire:
HO POSTO LA MIA CAUSA SU NULLA.
 
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#31073
pietroancona (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 8 Mesi fa Karma: 11  
mi dispiace ma trovo semplicemente disgustoso il pensiero di questo signore che si credeva un gigante e che ha dato vita al Nemico dell'umanità,(nel senso che ne ha tracciato le coordinate ed indicate le categorie) un nemico che può apparire sotto diverse sembianze
Io amo i mediocri e gli operai che Nietzsche disprezza. Le contaminazioni del pensiero nietzschiano con il socialismo hanno dato vita a mostri sociali. Non è vero che il nazismo non si origina dal suo pensiero. In fondo la massificazione e l'omologazione che dice di detestare sono lo0 scenario del suo Uomo superiore.
Non è vero che il cattolicesimo è la religione degli schiavi.Questa affermazione somiglia molto a quella di Gianni Agnelli sull'amore: "l'amore è per i camerieri...non è roba per ricchi..
io sono ateo ma la mia critica al cristianesimo ed ancora di più al cattolicesimo nascono da posizioni diametralmente opposte. Quello che N detesta io amo...
http://capasoblog.blogspot.com/2008/06/f-w-nietzsche-la-classe-impossibile.html
 
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Ultima Modifica: 2008/12/01 15:11 Da pietroancona.
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#31081
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 8 Mesi fa Karma: 37  
Visto che sto per spiegare Nietzsche a scuola, farò tesoro di tutte queste osservazioni e interpretazioni diverse, facendole leggere agli alunni, in modo che si possano formare un'idea autonoma. Quindi ringrazio anche Pietro del suo chiarissimo contributo al dibattito.
 
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#31086
pietroancona (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 8 Mesi fa Karma: 11  
caro Giancarlo,

Io la filosofia la ignoro.Ne so poco e niente. Io mi sono limitato a leggere e leggiucchiare qualcosa. Le mie opinioni non hanno alcun valore scientifico. Sono riflessioni
fatte nel corso della lettura di alcuni libri del N. C'è stato un periodo in cui fu introdotto nel dibattito della sinistra. Io l'ho sempre considerato un veleno.
Mi piace di lui il racconto della filosofia pre-socratica. Mi pare di ricordare che fosse convinto che con Socrate finisce l'era della vera speculazione filosofica. Mi piace di lui molte cose che ha scritto sui preti. Ma tutto l'impianto del suo pensiero è alternativo alla valorizzazione delle masse introdotta dal socialismo che a mio parere costituisce la base della civiltà odierna. E'l'opposto della democrazia. Le masse non sono subumane da essere sovrastate da un gigante con sopracciglia terribili come le sue..Pietro
 
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Ultima Modifica: 2008/12/01 16:16 Da pietroancona.
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#31107
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 8 Mesi fa Karma: 37  
Quello che dici tu sull' "impianto" nicciano è indiscutibilmente vero. Sulla inaccettabilità della sua critica alla democrazia e al socialismo non ci piove! Si tratta semplicemente di discutere sulla sua idea di "superuomo" (come sai si tratta di una traduzione sbagliata: la traduzione esatta è "oltre-uomo" e come spiega lo stesso N. l'ulteriore evoluzione dell'uomo) come non un dominatore degli altri (Hitler) ma come "un bambino" (espressione di N.) che ritrova la sua spontaneità ribellandosi alla morale cristiana e borghese ed è capace di valorizzare la vita reale e di realizzare se stesso (del resto su questo ha copiato interi pezzi dall'anarchico Stirner, della sinistra hegeliana). Comunque, guarda Pietro che io nemmeno in questa versione "anarchica" sarei disposto ad accettarlo (figurati!) perché credo nell'impegno etico prima di tutto, e a Bologna su questo abbiamo applaudito di cuore il nostro Guido, il... Kant del radicalsocialismo! Ma, riprendendo il discorso, si tratta di capire se da un filosofo qualunque, Nietzsche compreso, si possa utilizzare quel 10% o anche 5% che ci piace. Tu magari dici di no; io direi che ci si può provare. Ma non è che per questo siamo molto in disaccordo. Come riconosci anche tu, c'è tutta una critica della religione e della "svalutazione della vita reale" che si può condividere, senza per questo sposare N. in toto, perché per fortuna non accettiamo nessuna ortodossia, e N. tra l'altro ha voluto essere un eretico per eccellenza. Poi sul fatto che abbia detto centinaia di cose inaccettabili ed anche autentiche idiozie, non si discute nemmeno, lo davo per scontato!
 
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Ultima Modifica: 2008/12/02 00:13 Da Giancarlo.
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#31155
pietroancona (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 7 Mesi fa Karma: 11  
Caro Gianfranco, sicuramente hai ragione ma io mi sento profondamente estraneo al suo pensiero per il quale a volte provo anche fastidio. la sua visione è sempre così eccessiva, così sopra le righe, parossistica. Anche questa storia del "bambino"che non è il superuomo mi pare fasulla. In effetti io credo che il "bambino"(che può essere un flagello, un cavaliere dell'apocalisse) ha dei diritti e delle prerogative che N. nega a tutti gli altri, all'umanità per la quale prova profondo disprezzo.
Ma come ti dicevo queste mie sono considerazioni tipo discorso da caffè. Mi piace molto ma molto di più Kant che ha scritto delle cose bellissime sulla guerra, sulla pace, sui diritti dei popoli e su quelli individuali, ecco Kant non mi è estraneo. So benissimo che è assai lontano dal socialismo ma se metto le sue idee accanto a quelle che ho apprese dal socialismo non ci trovo nessuna incompatibilità anzi ad essere sincero mi sembrano la stessa cosa..... Credo che alcune frasi di Kant dovrebbero sovrastare l'assemblea dell'ONu. Tipo questa:.<<<<<<<<<<<<<<<<<<<"gli eserciti permanenti (miles perpetuus)debbono col tempo scomparire del tutto."oppure: "nessun Stato deve intromettersi con la forza nella costituzione e nel governo di un altro Stato".
Spero non mi darai quattro meno meno ma più di tanto io non riesco ad andare.
Pietro
 
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Ultima Modifica: 2008/12/02 20:27 Da pietroancona.
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#31158
Giancarlo (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 7 Mesi fa Karma: 37  
No, no, 7 e mezzo va bene!
Ma tu giochi in casa, con Kant; io provavo a fare almeno un gol fuori casa, togliendo qualcosa di Nietzsche alla destra (cosa del resto che già provò a fare la Scuola di Francoforte dagli anni 30 fino al famoso 68)... Però se non sei d'accordo, va benissimo Kant!
 
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#31160
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 7 Mesi fa Karma: 8  
Giancarlo ha scritto:
QUOTE:
No, no, 7 e mezzo va bene! :laugh:
Ma tu giochi in casa, con Kant; io provavo a fare almeno un gol fuori casa, togliendo qualcosa di Nietzsche alla destra (cosa del resto che già provò a fare la Scuola di Francoforte dagli anni 30 fino al famoso 68)... Però se non sei d'accordo, va benissimo Kant!;)


prof dovresti darci qualche lezione di ripasso --io almeno mi sono dimenticata quello che ho studiato qualche anno fa ..
 
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Ultima Modifica: 2008/12/02 23:54 Da pia.
 
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#31173
Fox (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 7 Mesi fa Karma: 4  
pietroancona ha scritto:
QUOTE:
Mi piace molto ma molto di più Kant che ha scritto delle cose bellissime sulla guerra, sulla pace, sui diritti dei popoli e su quelli individuali, ecco Kant non mi è estraneo. So benissimo che è assai lontano dal socialismo ma se metto le sue idee accanto a quelle che ho apprese dal socialismo non ci trovo nessuna incompatibilità anzi ad essere sincero mi sembrano la stessa cosa.....

Guarda che hai pienamente ragione ed hai avuto un'intuizione brillante perchè proprio la scuola di francoforte ha avuto influenze kantiane e lo stesso habermas ragiona in modo kantiano per evitare un uso strumentale della vita. Magari,in epoca contemporanea, si fosse imposto un "socialismo kantiano"...
Saluti
 
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Ultima Modifica: 2008/12/03 09:21 Da Fox.
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#31180
Tella (Utente)
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Re:Nietzsche tra il superuomo e il nazismo 1 Anno, 7 Mesi fa Karma: 5  
rivalutate Kant per favore! (mi rivolgo agli esperti del forum!), ma poi ogni pensatore può offrire qualcosa di buono.
 
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