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E’ stata una conversazione “speciale”, quella ospitata dalla Sala del Tritone alla Baia Flaminia di Pesaro, alla presenza di insegnanti e studenti delle scuole superiori; una lezione destinata ad accendere le menti “vive” di coloro che avvertono il bisogno di conoscere e imparare, di esprimersi liberamente e coerentemente secondo idee, ideali e principi incontrati (e non per caso) e intimamente coltivati. Subito al suo esordio il prof. Maurizio Viroli, docente di Comunicazione della Politica all’Università di Princeton (USA), ha ricordato la precedente esperienza con gli studenti riuniti a Pesaro circa un anno fa per parlare della Costituzione e del suo grande valore, che ancora oggi le va riconosciuto. E, favorevolmente colpito dal video mostrato nella presentazione e dalle testimonianze di grandi uomini (scelte dagli stessi studenti e lette da alcuni fra i presenti), ha affermato di avere incontrato in questo clima «una speranza»: la speranza che in Italia non tutto sia perduto in un mare di passiva omologazione, di una generale tendenza al servilismo, di una rinuncia (inconsapevole) alla vera cittadinanza, quella “attiva” e “consapevole” dei diritti e dei doveri. Questo fresco e motivato “fermento” proveniente dal mondo studentesco, improntato ai valori della libertà, dell’eguaglianza, della giustizia sociale, per i quali uomini e donne coraggiose hanno lottato fino a pagare con la loro stessa vita, contrasta enormemente con la considerazione che vicino al suo natìo paese della Romagna stanno facendo preparativi per commemorare Benito Mussolini.
E a Roma, dove ha recentemente incontrato persone di spicco nel panoramica politico nazionale, ridono degli onesti e li disprezzano, ammirano i furbi e li favoriscono… In America, dove il Professore insegna, quando gli studenti ascoltano un video che riprende Barack Obama sanno che egli non usa parole diverse dagli altri, ma produce un effetto molto diverso dagli altri, perché “sente” quel che dice, ci crede, e la vibrazione che emette riflette un autentico sentimento di “religiosità”; ma quando ascoltano un discorso del nostro presidente del Consiglio “non ci credono”, “non è possibile”, pensano che sia “soltanto una montatura”!
Gli Italiani sono famosi in tutto il mondo per il noto libro di Baldassar Castiglione, ovvero Il Cortegiano, quel singolarissimo testo che risale al Cinquecento, nel quale si muovono uomini di corte, nobili e dame. In esso è ben descritta la categoria del “cortigiano volontario” e noi, a distanza di secoli, di questa tipologia “umana” ne riconosciamo a migliaia, anzi a milioni, data l’attuale situazione. Il cortigiano volontario è colui che, per avidità di benessere personale e di potere, si mette a completa disposizione del Principe, lo segue, lo adula, lo asseconda in ogni momento, fino a conoscerne i gusti e i desideri , fino a immedesimarsi in lui; si spersonalizza, sa che deve far aumentare il prestigio e la potenza del Principe: e così tutte le sue espressioni sono un atto unico d’ignobile servilismo che inevitabilmente, laddove esistono potenzialità individuali meritevoli e degne, le fa tacere per sempre, le “brucia”.
Al tempo del Rinascimento erano gli artisti e gli intellettuali che, desiderosi di “un po’ di fortuna”, dovevano accettare di prestare servizio alla Corte e diventare proprio così: dei cortigiani pronti a far emergere e splendere soltanto il Principe. Ma è una specie sempre esistita nei secoli della storia e mai estinta.
Ancora adesso, quando si torna in Italia dall’estero, si ritrova d’un tratto una nutrita schiera di servi del potere, che sono l’esatto contrario dei cittadini; i primi spesso sono analfabeti, non hanno idee proprie, non hanno ideali, né forza morale, né coraggio, ma sono pieni di paure e non nutrono alcuna stima di se stessi.
La paura è un blocco che inibisce i processi di sviluppo armonioso della personalità, e senza autostima si cede facilmente alla malsana tentazione di “vendere” il proprio consenso, senza capirne il senso, e di mettersi dalla parte del più forte per ricavarne immediati vantaggi , benefici, o qualche privilegio, anche se tutti questi “benefit” non sono mai garantiti in eterno, ma possono essere interrotti da un momento all’altro.
I secondi sono coloro che hanno maturato la consapevolezza che per vivere una vita dignitosa , di Verità e di Bellezza, bisogna raggiungere innanzitutto una condizione di libertà interiore attraverso l’istruzione, la conoscenza, la formazione di ideali, di principi, di diritti e di doveri da tradurre con coerenza nelle azioni . Queste sono le chiavi per un’elevata esistenza umana in una società di eguali.
Il percorso non è davvero facile, ma faticoso : nell’itinerario verso la libertà chi ha deciso di non essere schiavo ne porta con fierezza l’onere e il peso per un traguardo superiore, senza dimenticare le conquiste del passato. Aggiungi ai preferiti (0) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 441
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