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Tutti gli ideali trascendenti, dell'anti-senso, dell'anti-istinto, dell'anti-natura sono tutti ideali ostili alla vita e calunniatori del mondo.

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mercoledì 08 settembre 2010
 
 
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Nuovi stili di vita: MRS a confronto con Massimo Rossi
Scritto da MRS   
martedì 16 marzo 2010

Massimo Rossi, candidato della sinistra unita (l’Unione democratica) alle elezioni regionali delle Marche, condivide pienamente la campagna del Movimento RadicalSocialista per i “nuovi stili di vita”: «Il fallimento di questo tipo di sviluppo è di fronte a noi in tutta la sua evidenza, e la situazione è molto pesante. Alla crisi economica, finanziaria e sociale si somma la gravissima crisi ecologica. Se anche fosse possibile, sarebbe del tutto impensabile superare la crisi riprendendo il vecchio modello di sviluppo, che ha fatto clamorosamente bancarotta. Nel corso del Novecento i consumi energetici sono aumentati di 16 volte, e già a metà degli anni Ottanta siamo arrivati a consumare per intero le energie prodotte dal pianeta. L’Italia è il paese più motorizzato del mondo. Questo modello economico e sociale, con tutti gli stili di vita che ha prodotto, non è più sostenibile e produce effetti devastanti a livello globale. Un profondo, radicale cambiamento dell’economia e degli stili di vita non solo è auspicabile, ma è diventato assolutamente indispensabile. Se non teniamo conto dell’esaurimento del petrolio, se non impariamo a spostarci e a costruire in modo diverso, a recuperare l’esistente, a puntare sulla ricerca, la cultura e l’intelligenza dei nostri giovani, non andremo da nessuna parte».

Essere consapevoli dei problemi non vuol dire essere “catastrofisti”, sei d’accordo?
«Modi diversi di vivere e di produrre non sono utopia, esistono già. Non si tratta di tornare al lume di candela, per quanto una po’ di romanticismo non guasti… Si tratta di risparmiare energia in tutte le maniere che la scienza, e la coscienza della situazione attuale, ci rendono possibile. Io nel mio lavoro di amministratore ho sempre puntato su questo, con risultati che sono stati riconosciuti a livello internazionale. Ho fatto distribuire gratuitamente, dai 73 comuni della provincia di Ascoli Piceno, quasi un milione di lampadine a basso consumo energetico, e altrettanti riduttori per l’acqua calda dai rubinetti. Ho puntato moltissimo sul trasporto pubblico, per disincentivare l’uso dei mezzi privati: altro che costruire nuove strade, che spesso non servono a nulla ed hanno un costo sproporzionato per ogni metro di asfalto, oltre a deturpare l’ambiente! Ho messo pannelli fotovoltaici sui tetti di tutti gli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole. Abbiamo imparato a produrre l’energia che consumiamo, risparmiando tanti soldi e facendoli risparmiare ai cittadini, oltre che recando vantaggi all’ambiente. E’ il sole la risposta migliore che abbiamo alla crisi energetica. Il che non vuole dire fare delle energie rinnovabili un semplice business, riempiendo di specchi i terreni coltivabili: a questi eccessi dettati anch’essi dalla logica del profitto sono decisamente contrario».
E il nucleare?
«E’ un’opzione pazzesca, non so che altro termine usare! Intanto la cosiddetta “quarta generazione” delle centrali non risolve affatto i problemi della sicurezza, e la questione delle scorie resta pericolosissima. Questa sarebbe già una pietra tombale sul discorso. Ma se a qualcuno non basta, si può aggiungere che il prezzo dell’uranio in pochi anni è salito di quattro volte, e questo perché l’uranio, come il petrolio, è in via di esaurimento. Si dice che possa durare fino al 2040, mentre le nuove centrali – che richiedono enormi investimenti – non sarebbero pronte prima del 2030… Ma allora di cosa stiamo parlando? E poi dove le mettiamo in Italia? Un paese lungo e stretto, diviso in due dagli Appennini: quale sarebbe un sito ideoneo ad una centrale nucleare? Ve lo dico io: non ce n’è nemmeno uno in tutto il Paese».
E se per ipotesi il governo ne volesse costruire una nella tua regione?
«Intanto premetto che non sopporto quei politici ipocriti che dicono: fate pure le centrali, ma non nella mia zona! Sia chiaro che io non le voglio da nessuna parte; punto. Che farei se il governo le costruisse d’imperio? Mi opporrei con ogni mezzo, ma questo non potrà accadere, perché non si possono calpestare i diritti e la voce del popolo. Se la gente una cosa non la vuole, quella cosa non si fa. Se il popolo blocca la strade, lì non passa nessuno. Non credo che si possa governare con l’esercito!».
L’ultima crisi globale del capitalismo cosa ci insegna?
«Che l’economia da sola non riesce a regolarsi. Io non sono contro il mercato né contro l’impresa, ma voglio che sia finalizzata al bene comune, e non al massimo profitto dei privati. Ben venga l’impresa che contribuisce al bene comune! Ma per ottenere questo serve un piano, non la sfrenata libertà del mercato».
Una proposta “di sinistra” per la crisi sociale?
«Il reddito sociale. Un reddito minimo garantito, contro la precarizzazione del lavoro e la disoccupazione. E lo spostamento delle risorse pubbliche dalle opere che rovinano l’ambiente ai servizi sociali».
La cosa più “di sinistra” per lei è la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Non è così che ha preso il 60% dei voti contro centrodestra e centrosinistra?
«Per me la sinistra è soprattutto questo: cogestione, autogestione, democrazia partecipata in tutte le fasi del processo decisionale. “Sinistra” per me non è una bandierina o un’ideologia astratta, ma fatti e azioni concrete. E quando tutto ciò si sperimenta realmente, i cittadini se ne accorgono e non lo vogliono perdere. La mia lista a Grottammare, che si chiama “Solidarietà e partecipazione”, continua a vincere anche dopo di me, perché la gente non vuole perdere questo diritto ad avere costatemente voce in capitolo. E’ incredibile che le stesse persone che magari alle politiche votano per il centrodestra, alle amministrative votano per me, perché hanno conosciuto direttamente e concretamente un modo di governare nuovo e diverso. Perciò per me essere di sinistra non vuol dire chiudersi in un recinto ideologico sia pure nobile, ma stare in mezzo alla gente, anche quando farlo non è facile, e non si possono subito realizzare le cose che si vorrebbero… Ad esempio avevo promesso la chiusura di una discarica entro tre anni, e la gente mi aveva votato anche per questo; ma dopo l’elezione mi resi conto che in attesa di trovare il modo di mantenere quell’impegno, ero costretto addirittura ad ampliarla la discarica, perché non c’era altro modo di togliere i rifiuti dalle strade. Ho convocato in municipio tutti gli abitanti della zona, e l’assemblea è stata così infuocata che ne sono uscito rosso come questa penna (solleva una bic rossa… ndr). Quella consultazione con la gente si è ripetuta regolarmente ogni sei mesi, e il terzo anno la discarica l’abbiamo chiusa sul serio».
°°°°°°°°°
Massimo Rossi gira le Marche come una trottola, dormendo poche ore per notte. A Monte Porzio, un piccolo paese della provincia di Pesaro, un’associazione di giovani che si chiama “Fuoritempo”  (http://www.fuoritempo.info/) aveva pensato bene di invitare i tre candidati alla presidenza della regione. Forse gli avversari di Rossi, cioè Spacca per il centro (Pd-Idv-Udc) e Marinelli per la destra, conviene di più parlare in televisione: tanti telespettatori e poca fatica, solo che così le persone “in carne ed ossa” non possono intervenire… Così all’affollata assemblea di Monteporzio si è presentato il solo Rossi, parlando a tambur battente per più di due ore, snocciolando dati su dati e rispondendo alle decine di domande provenienti dal pubblico, che alla fine lo ha lungamente applaudito. Poi, dopo la mezzanotte, ha ripreso la macchina per tornare a casa (2 ore di viaggio). E gli altri candidati? Spacca aveva fatto sapere che aveva “altri impegni” e che nessuno (?!) lo poteva sostituire a Monteporzio. Quanto a Marinelli, s’è fatto vivo un paio di… ore prima (ore, non giorni) con una e-mail in cui si declinava l’invito, inviato da qualche settimana. Questa è l’attenzione che si presta alla gente comune! Si può ben immaginare quale ben diverso comportamento avrebbero tenuto i due maggiori “competitors” nel caso l’invito fosse partito da qualche lobby o potentato economico. Ma lasciamo perdere…
Bisogna aggiungere un paio di cose per concludere. Rossi ha anche risposto a puntino a chi, come il candidato delle liste civiche De Marchi, è andato a dirgli che condivide “tutto del suo programma” (anche la laicità e i diritti delle donne e delle coppie di fatto?) ma che stava con Spacca perché c’è più possibilità di entrare in consiglio regionale… «Questi giochetti meschini non sono degni delle liste civiche – gli ha risposto Rossi senza peli sulla lingua – per cui questa decisione non la comprendo e mi amareggia; le vostre liste, proprio in quanto civiche, dovrebbero considerare esclusivamente i contenuti, e dubito che un programma come questo si possa realizzare con l’Udc nella coalizione, ma anche con l’Idv di Favia, ex democristiano e fondatore di Forza Italia nelle Marche!», per rimarcare poi di nuovo la grave responsabilità che si è assunto il Pd marchigiano nel buttare a mare l’alleanza con la sinistra, che aveva dato buoni risultati sul piano amministrativo, per imbarcare l’Udc ed accettare i suoi veti contro la sinistra stessa. Nel loro programma, per dirne una, campeggia il «sostegno alla scuola privata», ed è difficile pensare che se l’Udc nazionale è per il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, la sua succursale marchigiana non sia pronta anch’essa a tirare fuori prima o poi queste pretese…

Da ultimo, Massimo Rossi ha voluto ringraziare MRS per aver chiesto e ottenuto da Margherita Hack un bellissimo appoggio alla sua candidatura: «Visto che roba? L’avete pubblicata voi per primi, e poi quella frase è stata ripresa da tutti i siti della sinistra. Splendida iniziativa!». Anche Mario Capanna ci ha pregati di trasmettere tutto il suo «tifo» - così ci ha detto - all’unico candidato della sinistra unita (e autonoma dal PD) sul piano nazionale.


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