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13 Febbraio 2010: DARIO FO "Mystère bouffe" alla Comédie-Française
PARIGI, 19 FEB 2010 - Lo spettacolo Mystère bouffe et fabulages di Dario Fo (premio Nobel per la letteratura), che sarà in scena alla Comédie-Française dal 13 febbraio al 19 giugno 2010. Dario Fo è così il quinto autore italiano ad entrare nel repertorio della Comédie-Française dopo Goldoni, Gabriele D'Annunzio, Pirandello ed Eduardo De Filippo.
Acqua di Parma e la Comédie-Française condividono infatti gli stessi valori, ovvero l’eccellenza, l’eleganza e la creatività. Pertanto, il loro incontro è stato del tutto naturale, specialmente in una stagione che rende onore agli autori italiani. Dario Fo entra nel repertorio della Comedie Francaise, la piu' prestigiosa istituzione teatrale in Francia, con Mistero buffo. Lo ha annunciato il teatro parigino. Mistero buffo sara' messo in scena da febbraio a giugno 2010 nella Sala Richelieu, la principale, situata a Palais Royal. Sara' questa ''l'entrata nel repertorio'' della Comedie Francaise del premio Nobel per la letteratura 1997.
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LETTERA DI DARIO FO PER MRS |
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LETTERA DI DARIO FO A MRS
«La cosa più difficile per i giovani è essere dialettici, il che significa non solo dimostrare il dubbio di chi sta dall'altra parte, ma averne anche su se stessi. Il vostro Movimento si autodefinisce RadicalSocialista: è una bella definizione. Ma guai a soffermarsi sulle sigle e le diciture. Spero di incontrarvi presto e ascoltarvi in un piacevole dialogo, e magari combinare qualcosa insieme. E' l'unico modo per conoscersi e forse per riuscire ad apprezzarsi l'un l'altro. Forza, avanti! Un abbraccio». (DARIO FO)
LEGGI QUI L'ORIGINALE
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Marx, il ritorno dello "spettro" |
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Cultura -
Letteratura e saggistica
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Scritto da Diego Fusaro
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lunedì 08 febbraio 2010 |
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Marx è morto. È questa l'ossessiva litania che siamo ormai abituati a sentire. Dietro tale canto funebre – che a prima vista parrebbe proprio il riscontro di un decesso – si cela però, forse, l'auspicio che tale trapasso abbia luogo davvero, perché il “morto” in questione è ancora in forze e non cessa di seminare il panico tra i vivi. Chi si ostina a ripetere, in nome di Dio o del Mercato, che “Marx è morto” lo fa, allora, perché assillato dal suo spettro: esso continua infatti a denunciare le contraddizioni di un mondo capovolto, di una realtà spettrale che – sospesa in un incantesimo di alienazione e sfruttamento, di feticismo e di mercificazione universale – abbiamo prodotto noi stessi, ma che è a tal punto opaca da sembrare autonoma e da dominarci minacciosa. Da queste considerazioni è bene muovere per tornare a leggere Marx, per riflettere sull'attualità e l'inattualità del suo pensiero; su quali siano i suoi “spettri” che continuano ad aggirarsi tra noi, anche oggi che il “socialismo reale” è naufragato e che la storia ha mandato in frantumi il sogno di Marx. Il fallimento delle sue profezie non intacca infatti l'esattezza delle denunce da lui formulate, e la sua critica radicale del capitalismo rappresenta ancora lo strumentario concettuale più “forte” per criticare la società esistente e le contraddizioni che la permeano. Il suo progetto, inoltre, continua a essere – dopo tutto – la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace.
(Diego Fusaro, Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario, Bompiani, Milano 2009, 380 pp., 11,50 euro)
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De Magistris: «IdV con la sinistra radicale per cambiare davvero» |
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Politica -
Le Opinioni
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Scritto da Fabio Martini
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sabato 06 febbraio 2010 |
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C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico che si muove al Sud, il moltiplicarsi di leader carismatici sospinti dall’entusiasmo popolare e perciò non è un caso che, dopo il successo di Vendola, ora decida di uscire allo scoperto anche un recordman delle preferenze come l’ex magistrato Luigi De Magistris: «Quello che voglio fare, non da solo ma assieme ad altri, è mettere in piedi una cosa nuova, un grande movimento di popolo che si batta su tre grandi temi: la questione morale, la questione culturale, l’attuazione della Costituzione. In prospettiva dobbiamo andare verso una semplificazione nel centrosinistra, con la nascita di due aree che superino l’attuale frammentazione». Otto mesi fa, dopo 14 (controversi) anni trascorsi in magistratura, De Magistris si è presentato alle elezioni Europee con l’Italia dei Valori in tutte le circoscrizioni, ottenendo ben 414.605 preferenze e superando Di Pietro in 4 aree su 5. Quarantadue anni, napoletano, finora De Magistris è stato ben attento a non entrare in collisione con Tonino, ma in occasione del primo congresso dell’Italia dei Valori squaderna il suo progetto politico.
Lei ha presentato il suo libro assieme a Vendola, un leader radicale ma non manicheo: cosa vi unisce?
«I segnali si stanno moltiplicando. Dopo la mia elezione con quasi mezzo milione di preferenze, ora c’è la vittoria di Vendola, a dispetto di una nomenklatura che nei salotti immaginava di tessere alleanze con l’Udc. Il popolo, nonostante il controllo berlusconiano dei mezzi di informazione, non è ancora assuefatto e ha detto: vogliamo leader diversi, carismatici, con la schiena dritta, determinati nel rapporto col popolo».
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I nuovi “cortigiani” e gli uomini liberi: lezione di Maurizio Viroli |
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Politica -
Le Opinioni
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Scritto da Maria Rita Nucci
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venerdì 05 febbraio 2010 |
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E’ stata una conversazione “speciale”, quella ospitata dalla Sala del Tritone alla Baia Flaminia di Pesaro, alla presenza di insegnanti e studenti delle scuole superiori; una lezione destinata ad accendere le menti “vive” di coloro che avvertono il bisogno di conoscere e imparare, di esprimersi liberamente e coerentemente secondo idee, ideali e principi incontrati (e non per caso) e intimamente coltivati. Subito al suo esordio il prof. Maurizio Viroli, docente di Comunicazione della Politica all’Università di Princeton (USA), ha ricordato la precedente esperienza con gli studenti riuniti a Pesaro circa un anno fa per parlare della Costituzione e del suo grande valore, che ancora oggi le va riconosciuto. E, favorevolmente colpito dal video mostrato nella presentazione e dalle testimonianze di grandi uomini (scelte dagli stessi studenti e lette da alcuni fra i presenti), ha affermato di avere incontrato in questo clima «una speranza»: la speranza che in Italia non tutto sia perduto in un mare di passiva omologazione, di una generale tendenza al servilismo, di una rinuncia (inconsapevole) alla vera cittadinanza, quella “attiva” e “consapevole” dei diritti e dei doveri. Questo fresco e motivato “fermento” proveniente dal mondo studentesco, improntato ai valori della libertà, dell’eguaglianza, della giustizia sociale, per i quali uomini e donne coraggiose hanno lottato fino a pagare con la loro stessa vita, contrasta enormemente con la considerazione che vicino al suo natìo paese della Romagna stanno facendo preparativi per commemorare Benito Mussolini.
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Cultura -
Letteratura e saggistica
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Scritto da Sandro D. Fossemò
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martedì 02 febbraio 2010 |
«Quei morti, pensò Mike, che possono
ancora vedere, anche se
non possono capire: quei morti sono
le nostre telecamere».
(Philip K. Dick)
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Ero seduto in un angolo oscuro e isolato del cinema. Ad un tratto, cominciai a sudare e a sentirmi stordito. Avevo bevuto molto e non stavo per niente bene. Nell'aria sentivo la presenza della solitudine dello spirito umano che emanava il proprio vuoto dentro a quel locale chiuso e buio. Mi sentivo in qualche modo imprigionato da una tetraggine deprimente che non mi lasciava respirare, tanto che avevo la sensazione di soffocare irreparabilmente; ma non potevo far nulla, ormai ero entrato e ci dovevo rimanere. L'alcool mi aveva senz'altro turbato. Se fossi uscito non avrei di certo migliorato la situazione sapendo che avevo perso l'occasione di guardare un bel film; ma, naturalmente, nel caso lo spettacolo non mi fosse piaciuto, allora sicuramente me ne sarei andato via. Quindi sopportai quel malessere che non mi lasciava libero e tranquillo, con la speranza che tra qualche istante sarebbe iniziato il divertimento. A volte mi annoiavo così tanto che avevo voglia di dormire senza chiedermi come mi sarei sentito una volta svegliato; forse mi sarei addormentato di nuovo ma non potevo chiudere gli occhi e lasciarmi rapire dal sonno dopo aver pagato il biglietto. Commenti (2) | Aggiungi ai preferiti (0) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 129 |
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65 anni fa il voto alle donne: ma una vera parità era (è?) ancora lontana |
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Politica -
Radici Libertarie
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Scritto da Lidia Menapace
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domenica 31 gennaio 2010 |
Pochi mesi prima della conclusione del secondo conflitto mondiale, il secondo governo Bonomi introduceva in Italia il suffragio universale, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945, "Estensione alle donne del diritto di voto" [entrato in vigore il giorno successivo: 2 febbraio 1945]. A 154 anni dalla "Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine" firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le valse nel 1793 la ghigliottina, in Italia finalmente le donne si poterono recare alle urne. Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere fra Monarchia e Repubblica. La struttura del decreto era la seguente:
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l'art. 1 ne sanciva l'esercizio alle condizioni previste dalla legge elettorale;
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l'art. 2 ordinava la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili;
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l'art. 3 stabiliva che, alle categorie escluse dal diritto di voto, dovevano aggiungersi le donne indicate nell'art. 354 del Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, ovvero le prostitute schedate che esercitavano "il meretricio fuori dei locali autorizzati".
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Il Decreto n. 74 del 10 marzo 1946, "Norme per l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente", sanciva - un anno più tardi - l'eleggibilità delle donne.
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L’olocausto del Kashmir, 20 anni fa |
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Politica -
Le Opinioni
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Scritto da Maria Rita Nucci
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giovedì 28 gennaio 2010 |
Il suono della parola “Kashmir” evoca istantaneamente in noi il senso del soffice calore che procura l’omonimo tessuto ricavato dal manto degli ovini pascolanti nel Kashmir. Ma il Kashmir, questa terra situata proprio al confine settentrionale dell’India, nella regione Himalayana, ammantata di una bellezza mozzafiato, proprio in questo mese corrente ricorda qualcosa di tutt’altra natura, di una tale ripugnante durezza che la sua gente vorrebbe rimuovere per sempre dalla memoria: quella delle violenze, delle torture, degli stupri, degli orrori che hanno marcato la propria travagliata storia e quel giorno tremendo, l’ “Holocaust Day”, il 19 gennaio 1990, quando - per opera dei fondamentalisti islamici armati di Kalashnicovs - i membri di un’intera comunità furono sterminati in massa. Spargimento di terrore e sangue: è il sangue dei Pandits (abitanti originari della Valle del Kashmir che vantano una grande civiltà antica di 5000 anni), degli Hindu del Kashmir e di un intero popolo che, da tempi assai lontani, ha coltivato e praticato i valori della non-violenza, della ricerca della conoscenza, dell’etica più elevata; ed ha assunto l’ideale della perfezione spirituale come scopo della vita umana. La loro principale fonte di reddito è sempre stata derivata da quelle risorse speciali che si riassumono in due parole: cultura e terra. Ma per sventura, o più esattamente per una precisa e spietata volontà di dominio di matrice islamica fondamentalista, hanno subito lunghe serie di aggressioni, guerre, guerriglie, privazioni, violazioni dei diritti umani di eccezionale gravità. Commenti (2) | Aggiungi ai preferiti (0) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 162 |
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L'altra "Shoah": lo sterminio di Rom e Sinti |
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Politica -
Ora e Sempre Resistenza
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Scritto da Giorgio Giannini
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mercoledì 27 gennaio 2010 |
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Furono circa 500.000 i Rom e Sinti trucidati dai nazisti. Il loro è un “genocidio dimenticato”, rimosso dalla memoria collettiva per i pregiudizi che la società europea ha verso di loro. La persecuzione nazista nei confronti dei due principali gruppi del popolo nomade dei cosiddetti “zingari” (emigrato dall’India intorno al XI secolo) è infatti la conseguenza diretta di quel pregiudizio secolare. Lo sterminio nazista dei Rom e dei Sinti è il culmine di una lunga storia di discriminazioni e persecuzioni, sfociate talvolta anche in eccidi sommari di massa, a causa del loro “comportamento asociale” e della loro “propensione a delinquere”. I Rom (soprattutto) sono stati accusati di avere una predisposizione naturale per il furto, il rapimento dei bambini e la magia nera (soprattutto la chiromanzia, praticata dalle donne). Anche le Chiese Cristiane, da quella Cattolica a quelle Riformate, hanno alimentato una serie di pregiudizi verso i Rom, creati dalla credulità popolare, come l’accusa di aver forgiato i chiodi con cui fu crocifisso Gesù e di diffondere le epidemie (soprattutto la peste). Inoltre le teorie eugenetiche per il “miglioramento” della razza, diffusesi nella seconda metà dell’Ottocento nel Nord America ed in Europa, hanno portato molti Stati ad adottare provvedimenti discriminatori verso di loro.
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Il trionfo di Vendola, la disfatta di D’Alema |
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